Ghgh

Marzo 24, 2009 at 1:40 pm (bello!) (, , , )

Dopo lo strano incontro con un napoletano in stazione che mi dice che sta cercando un posto dove lo hanno raccomandato, e dopo aver giustificato il tutto dicendo che altrimenti ‘la donna non è contenta, devo lavorare altrimenti niente fiu fiu’, non posso che rispondere ‘bè, lo diceva pure Celentano’ e lui mi sorride ‘essì, Celentano è un grande’.

E dopo questo specchietto di vita quotidiana che bramo alle volte, posto un piccolo brano che ho trovato in rete che ho apprezzato particolarmente.

Che bello fare l’amore con te. Apprezzo un sacco i momenti passione, ma più di tutto i momenti di lentezza, quelli che creano piano piano il nostro amore. Quelli che ho vissuto solo con te nella mia vita. Niente fretta, niente pura animalità ma un lento crescere di intimità e passione. Ed io li cerco quei momenti, li bramo, solo con te. Perchè tu meriti di avere vivere un amore del genere, un amore che tocchi ogni tuo piccolo quadrato di epidermide e lo faccia sentire come unico. E proprio attraverso quel piccolo quadratino di nervi e passione che mi piace sentire la nostra sinfonia crescere. A piccoli veloci colpi di lingua o a grandi e lunghe carezze ti stringo sempre di più, sperando di riuscire finalmente ad fondere i nostri corpi e le nostre anime. Perchè, spesso son le nostre anime a fare l’amore, non i nostri corpi. Tanto che spesso i nostri corpi si dimenticano di stare facendo sesso e continuano in questa danza a corteggiarsi e a lasciarsi corteggiare.

Caruccia :°) Nu?

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Chi non muore.

Marzo 16, 2009 at 12:51 pm (bello!) (, , , , )

Approfitto un attimo della tregua lasciata dalla (si spera) fine di python e delle Bracelets. Devo dire che son fiQe, anche se non so di preciso cosa servano, in generale anche python non è male, solo che prima di programmare in un nuovo linguaggio, sarebbe utile studiarlo… nu???

Dunque, piccolo reprise.

Chiedo venia al solito ma non essendo ancora in rete a casa mi trovo in difficoltà a scrivere bombette su questo spaziettino 2.0, perchè si sa e si è già detto, le cose migliori vengono di notte. A breve (più o meno breve) dovremmo internettizzarci, quindi dovrei riprendere la tanto amata attività blogghistica. Cmq…

Si è parititi, si è tornati, qualcuno è partito e lo si andrà a trovare (prometto la foto dal campus di google dove lascerò un curriculum : D ) e tutto scorre. Non eraclitamente parlando ma scivolamente parlando. E’ sempre la stessa questione, quì nella vecchia terra natia, tutto scorre molto, ma molto lentamente. Quasi da non dar ragione al buon Eraclito. Io coltivo nuove amicizie perchè non posso fare altrimenti, meglio per la mia sanità mentale, ed anche qualche nuovo interesse e sogno. Facciamo un po’ di video bloggin’

Per ora ci si limita al parco dietro casa, ma mi piace un sacco

Son carico, le 12 ore aereo mi inquietano un attimo, però son carico sul serio

Non è facile trovarne di buoni, ma più facile di quanto pensassi

Sarebbe bello, ma non mi formalizzo, vorrei trovare un posto con poco

Un bel

magari un bel dottorato… sigh… e sempre tanto

ghghg…

Non poteva mancare un

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Massì, perché no?!

Febbraio 20, 2009 at 6:45 pm (pensieri) ()

Dopo parecchio tempo, mi ritrovo ad aggiungere due righe due su queste pagine. Ammetto, non  è stata completamente colpa mai, nel frattempo ho cambiato casa e per ora son sfornito di connessione, quindi mi risulta difficile lasciare un pensiero, sopprattutto se si considera che i pensieri migliori arrivano sempre di sera. Quindi?

Quindi niente, si studia, ogni tanto si scrive, si cucina un sacco, si prende freddo. E si aspetta. Solamente che io son più positivo di Beckett e so che Godot arriverà prima o poi… ; )

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Come al solito

Gennaio 23, 2009 at 10:22 pm (pensieri) ()

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Vide

Gennaio 22, 2009 at 4:26 pm (rosiko?)

Bo, non so cosa scrivere.

Esistono tanti modi per descrivere quello che mi passa ora. Il primo che mi viene in mente è ∅. Almeno ci son i Rotersand. Ma non so se basteranno a colmare.

Comunque, non va bene per niente così, non è un questione di digestione, è come diceva Rita una questione di priorità. Ed è proprio questo il problema. meglio passare ai Combichrist. no, meglio i VNV Nation.

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Post malinconico

Gennaio 21, 2009 at 12:34 pm (da fuori, pensieri) (, , , )

Sull’aria di Somewhere over the rainbow di Israel Kamakawiwo Ole’.

Oggi ultimo esame scritto a Marne la Vallée. Male, estremamente male, penso di non contarci per nulla. Però mi sento un attimo più leggero, e più pensieroso. Perchè la fine è sempre così, quando si arriva alla conclusione di un certo periodo o si guarda indietro e vengo alla memoria tanti ricordi. Son in biblio, esattamente nel tavolo dove mi son seduto la prima volta 4 mesi fa. Ero partito carico ancora con l’abitudine studiaiola italiana e leggevo un libro sui compilatori gh la ragazza davanti a me, ignara del mio francese ancora giovincello, mi ha chiesto Je vais à fumer, est-ce vous restez la pour me regarder l’ordinateur? Ed io ho risposto La ou? Naturalmente ho capito dopo giorni cosa mi avesse chiesto, e alla stessa maniera ho capito quanto fosse intricato il francese parlato. Poi c’è stata la snervante ricerca degli esami, con mail verso l’italia e disperazioni di vario genere, le corse burocratiche e gli insulti da parte di quella ignorante della segretaria. Poi piano piano i corsi, quelli che son riuscito a trovare. Mi ricordo perfettamente la prima lezione di Traitement de langue, mi ricordo sopprattutto perchè pensavo a quando avrei ripensato a quel momento ghgh ad ora. Mi ricordo la soddisfazione appena uscito per aver capito tutto quello che il prof aveva detto, ai tempi, era un gran passo avanti. E quindi, lezioni su lezioni, il francese che migliora, le amicizie che si fanno più strette. Fino alla rottura. Mi ricordo una sera in cui dovevo decidere quando partire per Ginevra, che ho saggiato la rottura. Mi ricordo lo stress accumulato in giorni e giorni di studio con pochi risultati visibili che ad un certo punto è svanito nel nulla. E’ stata una grande soddisfazione, mi son sentito libero. E’ un po’ come il nirvana penso, ed è graduale, non improvviso da zero a mille. E più volte ho sentito questa sensazione attraversarmi i neuroni durante questi mesi. Penso sia stata questa la grande vittoria. E, naturalmente, l’aiuto della petite è stato provvidenziale e necessario. Per questo je l’adore. E poi, il progetto, il progetto infinito per il quale ho scritto codice persino sulla RER! E a Parigi, a casa di Abdool, che ha passato il tempo a guardarmi scrivere codice mentre cercare foto del nuovo Mac. Che persona fashion, sopprannominato successivamente Dolce & Gabbana per alcune foto compromettenti su fb. E dopo la splendida gitarella a Geneve anche la petite mi ha fatto visita nella 2° capitale del mondo. Perchè nel tempo ho maturato la convinzione che (approssimando) siano esistite 3 capitali del mondo, del mondo occidentale naturalmente: Roma, Parigi e New York. E via! Per le strade della ville des lumieres, al Centre Pompidou, alla Cité des sciences, a DysneyLand Paris dove siamo tornati i pischelli che in fondo siamo ancora. E devo confermare le voci per cui Parigi sia una città romantica. Noi almeno, abbiamo risentito di questo romanticismo. Poi la festa di Natale e compleanno di György quando si incominciava già a sentire l’odore di questa fine. Grande festa comunque, la più riuscita secondo me. E poi Natale ed il ritorno all’ovile per una decina di giorni. Particolare, più impegnativo forse il ritorno che l’arrivo in Francia. Ma di questo si è già parlato. Il capodanno malato, ghiaccioso e koalosissimo [cit.] ed il ritorno, a quanto pare scolasticamente inutile a Torcy e gli amici nuovi che, come per quelli vecchi, mi mancheranno. Quindi, giunto alla fin della tenzone, incerto sull’arcione cerco di risalir. Il titolo è ezzeccatissimo, questo è un post malinconico, di quelli che ho sempre adorato. Da una parte i sorrisi che escono ricordando il passato, dall’altro l’amarezza perchè tutto sta finendo, da un lato la voglia di continuare questa esperienza (seppur in maniera diversa) e dall’altro la voglia di un po’ di relax italiano. Quindi? Basta quindi, non si conclude niente, si continua. PTVL!

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Sinusoidale

Gennaio 19, 2009 at 12:03 pm (pensieri) (, , )

f: x -> sin(x)
perché la mia vita é sempre cosi’? due cose solamente mi rincuorano:
1) che la vera funzione in realtà sia f(x) = sin(x)+x/n con n non troppo grande
2) che sia in due ad essere messi cosi

pero’, uff

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Due parole

Gennaio 13, 2009 at 6:16 pm (da fuori) (, , , )

Per oggi son soddisfatto, sto prendendo piano piano il ritmo e avendo ancora tempo davanti a me, penso di potermela giocare. Sperando anche nella magnanimità del prof, che comunque sarebbe lecita.

Ancora una volta, ieri sera in particolare, ho sentito una sorta di malessere diffuso, più mentale che fisico, una sorta di disagio di sorta. Ed oggi, parlando con la petite, ho scoperto che pure lei ha avuto queste sensazioni. Come al solito, questo rientra in una casistica che conferma le mie teorie. In particolare, l’empatia che ci contraddistingue e che penso si possa estendere a tutto il resto. Che si possa applicare questa empatica al grande grafo fortemente connesso? O, più correttamente, che il grafo fortemente connesso possa essere influenzato da questa sorta di telepatia che chiamo semplicemente empatia? E che quindi le interazioni tra li esseri umani (mi son stancato di scrivere uomini perchè è riduttivo) possano comprendere qualcosa di intangibile o forse tangibile solo sviluppando una certa sensibilità? Potrebbe essere così. Certo si sfocia nella metafisica e forse nella magia (asd) però, ad esempio, wiki riporta nella definizione:

Il termine “empatia” è stato equiparato a quello tedesco “einfühlung”. Coniato, quest’ultimo, dal filosofo Robert Vischer (1847-1933) e, solo più tardi, tradotto in inglese come “empathy”. Vischer ne ha anche definito per la prima volta il significato specifico di simpatia estetica. In pratica il sentimento, non altrimenti definibile, che si prova di fronte ad un’opera d’arte. Già suo padre Friedrich Theodor Vischer aveva usato il termine evocativo “einfühlen” per lo studio dell’architettura applicato secondo i principi dell’Idealismo.

Che forse allora questo flusso possa essere aggiunto ad un’opera d’arte o comunque a qualche oggetto del mondo sensibile? Mha, a parer mio sarebbe una bella teoria, anche se son convito che l’artista di valore riesca ad interpretare una esigenza che risiede già dentro di noi, quindi niente a che fare con flussi magici. Altri studi, sempre liberamente tratti da wiki (e mi dispiace un sacco dover attingere da questa fonte più povera, ma non ho possibilità di studiare queste cose, cribbio!) parlano di capacità naturali del cervello umano, espandibili dalla fisicità ai sentimenti, di emulare i comportamenti che vengono osservati:

Fondamentali, in questo contesto, sia gli studi pionieristici di Darwin sulle emozioni e sulla comunicazione mimica delle emozioni, sia gli studi recenti sui neuroni specchio scoperti da Giacomo Rizzolatti, che confermano che l’empatia non nasce da uno sforzo intellettuale, è bensì parte del corredo genetico della specie.

Quindi si ritorna sul piano fisico ancora una volta. Ed è sempre questo il concetto che ho della filosofia buddista, di ricondursi sempre a verità di tipo fisico-psicologico.

Conclusione? Mi piace la piega che sta prendendo il monocromo, mi paiono post un pochino più profondi del solito (prometto una spiegazione più accurata dell’ultimo post) e mi piace pensare di avere una musa.

Edith Stein: “Empath [...] is the experience of foreign consciousness in general”

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Il rumore della neve

Gennaio 11, 2009 at 1:22 pm (da fuori) (, , , , , , , )

Ieri notte, intorno all’una, mi son appropinquato verso casa a piedi in mezzo ai laghetti e ai sentieri che da Logne portano a Torcy. E’ stata oggettivamente una gita di piacere, liberatoria (per questo son sceso prima dalla RER) ed estremamente rilassante. Solo io, la neve e la luna piena.

Oggi mi ritrovo a riflettere sulla dualità spiccatamente distinta tra spirito e corpo. E’ un discorso molto complicato per me, in quanto progressive riflessioni hanno sempre condotto ad concludere che l’anima non esiste, è solamente una conseguenza del corpo. Questo perchè a parere mio, questa risulta un’effetto collaterale del corpo, del cervello in particolare. Ammetto che non è una conclusione mia, sarebbe stata troppo complicata per me, ma che è diventata subito mia. In vari istanze diverse ho ritrovato questo concetto (non fatemi scrivere la bibbliografia, non mi ricordo assolutamente) che certi testi chiamano olistico (ammetto di averlo trovato su wiki, perchè non ricordo la parola esatta) e che spiegherebbe la coscienza umana come una conseguenza, voluta o meno, della struttura cerebrale. Sul fatto che questo effetto sia voluto o meno si potrebbe ragionare alla Darwin (questo blog è darviniano), quindi pensare che una scimmietta un poco più ritardata delle altre un giorno abbia trovato vantaggi da questo ritardo e quindi la sua discendenza si sia potuta sviluppare più che le altre. Quindi? Prima conseguenza a breve, la coscienza è una conseguenza inaspettata della struttura cerebrale. Questa conseguenza è essenzialmente fisica perchè son oggettivamente convinto oramai, che il cervello non sia una macchina programmabile ma una struttura che per colpa della sua stessa struttura, effettua consequenzialità chimiche che noi chiamiamo ragionamenti a volte, sentimenti altre volte.

I miei librini spesso portavano esempi reali di queste conseguenze in sistemi complessi come sistemi biologici, fisici ed a volte anche economici. Assumendo che anche il cervello sia un sistema complesso, portiamo acqua al mulino della nostra tesi.

Quindi? Qual è il mio problema? Il mio problema consiste nel fatto che posso distinguere 2 tipi di coscienza (nel mio cervello intendo) una che può essere sintetizzata in corpo e l’altra in spirito. Questo potrebbe cozzare con tutto quanto scritto fino a questo momento. Però forse è il motivo principale (tolto l’antropocentrismo che da sempre caratterizza il pensiero umano) che può giustificare millenni di religioni. Da una parte, come già detto, all’uomo (asd solo all’uomo, perchè alla donna non è mai stato dato diritto di parola) piace essere al centro del mondo e al centro dell’universo, quindi pensare di scomparire un giorno nello spazio siderale, non rientra certo nelle sue aspettative; da un’altra parte, ascoltavo proprio qualche giorno fa in italy una conferenzina via radio maria (adoro radio maria, mi fa sentire meglio) relativamente alle religioni orientali e si inveiva contro il concetto (il non concetto) di anima che queste filosofie predicano. Il conferenziere, penso fosse il gran guru di radio maria, spiegava ed effettivamente sfotteva la concezione buddista di anima, che va sicuramente contro il concetto di uomo come animale preferito da Dio. Penso che questo derivi sempre dal desiderio di prevalicazione e paura insito nell’uomo dall’alba dei tempi. E’ brutto pensare di essere un niente in mezzo al niente. Dio come fenomeno olistico? In estrema conseguenza penso di sì. Per ultimo, penso che il mio dilemma di questa domenica mattina soleggiata Torcystica possa aver confuso parecchie persone in passato. Perchè è veramente difficile vedere che in fondo l’istinto (il corpo) e la ragione (lo spirito) sia due conseguenze dello stesso fenomeno. Forse perchè sono agli antipodi ed è facile vedere gli istinti più vicini alla dimensione fisica mentre la ragione più elevata, nobile e più “controllabile”. Ed anche perchè, forse lo spirito può controllare il corpo. Certo, ma anche il corpo può controllare la ragione, solamente che questo non è considerato come un concetto nobile o moralmente accetabile. E’ sempre lo stesso problema, per tanto tempo in europa (lo considero anche un vantaggio nostro eh, non solo una sventura) la cultura e la morale derivava dalla religione, quindi solo lo spirito che controlla il corpo veniva annotato e considerato come positivo. Ora, facendo un piccolo passettino (per me scontato) e uscendo di un livello dal sistema, possiamo considerare questi due aspetti come allo stesso livello e forse anche complementari (?). Quindi possiamo permetterci di concludere che questi sono della stessa natura. Quindi il mio dilemma di stamane è risolto. E non devo neanche vergognarmi del mio lato fisico ma osservarlo e comprenderlo come consigliava Osho con la rabbia. E adesso ho voglia di ascoltare Requiem di Wolfgang ed aggiungere… petite! Je t’adore! : )

La neve è un elemento puro, come Gaber considerava la schiuma. E’ rilassante, il rumore sotto le scarpe fa compagnia nel passeggiare da soli. E rende tutto più morbido e accogliente. Spero un giorno di poterlo regalare a qualcuno.

Era da tanto che volevo liberarmi di questi pensieri, mi dispiaceva non averli mai fatti uscire dal mio cranietto ; ) Tante di queste idee non son prettamente mie, anche perchè non vivo di questo purtroppo, quindi non ho possibilità spesso di arrivare a svilupparne. Però mi piace pensare di poterle raggruppare e vedere che piano piano qualcosa emerge…

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n^2+3n+1/n+2 ~ n

Gennaio 7, 2009 at 1:18 pm (pensieri) (, , , , )

Si ricomincia, lentamente, a studiare. Ed a saltare (forse) i corsi. Sinceramente non ne ho per i corsi.

Mi son accorto tornando, di aver perso la dinamicità che avevo guadagnato. Che poi non è neanche vero, solamente mi ero dimenticato di come funzionassero le cose qui. Tutto qui diventa più insistente e in mezzo a tutto ci si mette anche la mia lunaticità. Momenti di totale relax ed altri più pensierosi. Forse, come la petite mi ha detto qualche tempo fa, dovrei trovare una dimensione più personale. Pensare più a me stesso, ed impegnarmi per i miei obbiettivi. Una volta ero bravissimo, più che altro, lo divento quando tutto procede per il verso. Facile così eh! Non è neanche sfatica, non son così sfaticato o fancazzista, solo in certi momenti mi prende un po’ di sconforto. E’ quello, è lo sconforto. Mi manca forse energia, energia personale. Ho superato tanti ostacoletti cerebrali qui e ne vado fiero, se ripenso ad un anno fa, le cose son cambiate considerevolmente. Senza poi andare indietro di 2-3 anni. Lì proprio ero un’altra persona. Ed un poco invidio quelli che non hanno mai di questi pensieri (esiste veramente qualcuno?), forse son stati educati diversamente, forse hanno un passato più importante del mio, forse semplicemente

ho fatto una piccola pausa nello scrivere e ho riletto tutto quello sopra, e mi son accorto di stare scrivendo un sacco di bagianate sconfusionate gh quindi basta.

Ieri si è deciso un motto con la petite: PTVL. Non posso parlarne qui perchè è una questione personale, posso solo dire che è un messaggio di speranza e di incoraggiamento per questo anno che sarà sicuramente impegnativo. Quindi via! Rimboccarsi le maniche e smettere di piagnucolare. Anche perchè tutti i presupposti ci son, quindi, cosa sto aspettando?

gh che brutto post

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