Massì, perché no?!

Febbraio 20, 2009 at 6:45 pm (pensieri) ()

Dopo parecchio tempo, mi ritrovo ad aggiungere due righe due su queste pagine. Ammetto, non  è stata completamente colpa mai, nel frattempo ho cambiato casa e per ora son sfornito di connessione, quindi mi risulta difficile lasciare un pensiero, sopprattutto se si considera che i pensieri migliori arrivano sempre di sera. Quindi?

Quindi niente, si studia, ogni tanto si scrive, si cucina un sacco, si prende freddo. E si aspetta. Solamente che io son più positivo di Beckett e so che Godot arriverà prima o poi… ; )

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Come al solito

Gennaio 23, 2009 at 10:22 pm (pensieri) ()

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Post malinconico

Gennaio 21, 2009 at 12:34 pm (da fuori, pensieri) (, , , )

Sull’aria di Somewhere over the rainbow di Israel Kamakawiwo Ole’.

Oggi ultimo esame scritto a Marne la Vallée. Male, estremamente male, penso di non contarci per nulla. Però mi sento un attimo più leggero, e più pensieroso. Perchè la fine è sempre così, quando si arriva alla conclusione di un certo periodo o si guarda indietro e vengo alla memoria tanti ricordi. Son in biblio, esattamente nel tavolo dove mi son seduto la prima volta 4 mesi fa. Ero partito carico ancora con l’abitudine studiaiola italiana e leggevo un libro sui compilatori gh la ragazza davanti a me, ignara del mio francese ancora giovincello, mi ha chiesto Je vais à fumer, est-ce vous restez la pour me regarder l’ordinateur? Ed io ho risposto La ou? Naturalmente ho capito dopo giorni cosa mi avesse chiesto, e alla stessa maniera ho capito quanto fosse intricato il francese parlato. Poi c’è stata la snervante ricerca degli esami, con mail verso l’italia e disperazioni di vario genere, le corse burocratiche e gli insulti da parte di quella ignorante della segretaria. Poi piano piano i corsi, quelli che son riuscito a trovare. Mi ricordo perfettamente la prima lezione di Traitement de langue, mi ricordo sopprattutto perchè pensavo a quando avrei ripensato a quel momento ghgh ad ora. Mi ricordo la soddisfazione appena uscito per aver capito tutto quello che il prof aveva detto, ai tempi, era un gran passo avanti. E quindi, lezioni su lezioni, il francese che migliora, le amicizie che si fanno più strette. Fino alla rottura. Mi ricordo una sera in cui dovevo decidere quando partire per Ginevra, che ho saggiato la rottura. Mi ricordo lo stress accumulato in giorni e giorni di studio con pochi risultati visibili che ad un certo punto è svanito nel nulla. E’ stata una grande soddisfazione, mi son sentito libero. E’ un po’ come il nirvana penso, ed è graduale, non improvviso da zero a mille. E più volte ho sentito questa sensazione attraversarmi i neuroni durante questi mesi. Penso sia stata questa la grande vittoria. E, naturalmente, l’aiuto della petite è stato provvidenziale e necessario. Per questo je l’adore. E poi, il progetto, il progetto infinito per il quale ho scritto codice persino sulla RER! E a Parigi, a casa di Abdool, che ha passato il tempo a guardarmi scrivere codice mentre cercare foto del nuovo Mac. Che persona fashion, sopprannominato successivamente Dolce & Gabbana per alcune foto compromettenti su fb. E dopo la splendida gitarella a Geneve anche la petite mi ha fatto visita nella 2° capitale del mondo. Perchè nel tempo ho maturato la convinzione che (approssimando) siano esistite 3 capitali del mondo, del mondo occidentale naturalmente: Roma, Parigi e New York. E via! Per le strade della ville des lumieres, al Centre Pompidou, alla Cité des sciences, a DysneyLand Paris dove siamo tornati i pischelli che in fondo siamo ancora. E devo confermare le voci per cui Parigi sia una città romantica. Noi almeno, abbiamo risentito di questo romanticismo. Poi la festa di Natale e compleanno di György quando si incominciava già a sentire l’odore di questa fine. Grande festa comunque, la più riuscita secondo me. E poi Natale ed il ritorno all’ovile per una decina di giorni. Particolare, più impegnativo forse il ritorno che l’arrivo in Francia. Ma di questo si è già parlato. Il capodanno malato, ghiaccioso e koalosissimo [cit.] ed il ritorno, a quanto pare scolasticamente inutile a Torcy e gli amici nuovi che, come per quelli vecchi, mi mancheranno. Quindi, giunto alla fin della tenzone, incerto sull’arcione cerco di risalir. Il titolo è ezzeccatissimo, questo è un post malinconico, di quelli che ho sempre adorato. Da una parte i sorrisi che escono ricordando il passato, dall’altro l’amarezza perchè tutto sta finendo, da un lato la voglia di continuare questa esperienza (seppur in maniera diversa) e dall’altro la voglia di un po’ di relax italiano. Quindi? Basta quindi, non si conclude niente, si continua. PTVL!

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Sinusoidale

Gennaio 19, 2009 at 12:03 pm (pensieri) (, , )

f: x -> sin(x)
perché la mia vita é sempre cosi’? due cose solamente mi rincuorano:
1) che la vera funzione in realtà sia f(x) = sin(x)+x/n con n non troppo grande
2) che sia in due ad essere messi cosi

pero’, uff

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n^2+3n+1/n+2 ~ n

Gennaio 7, 2009 at 1:18 pm (pensieri) (, , , , )

Si ricomincia, lentamente, a studiare. Ed a saltare (forse) i corsi. Sinceramente non ne ho per i corsi.

Mi son accorto tornando, di aver perso la dinamicità che avevo guadagnato. Che poi non è neanche vero, solamente mi ero dimenticato di come funzionassero le cose qui. Tutto qui diventa più insistente e in mezzo a tutto ci si mette anche la mia lunaticità. Momenti di totale relax ed altri più pensierosi. Forse, come la petite mi ha detto qualche tempo fa, dovrei trovare una dimensione più personale. Pensare più a me stesso, ed impegnarmi per i miei obbiettivi. Una volta ero bravissimo, più che altro, lo divento quando tutto procede per il verso. Facile così eh! Non è neanche sfatica, non son così sfaticato o fancazzista, solo in certi momenti mi prende un po’ di sconforto. E’ quello, è lo sconforto. Mi manca forse energia, energia personale. Ho superato tanti ostacoletti cerebrali qui e ne vado fiero, se ripenso ad un anno fa, le cose son cambiate considerevolmente. Senza poi andare indietro di 2-3 anni. Lì proprio ero un’altra persona. Ed un poco invidio quelli che non hanno mai di questi pensieri (esiste veramente qualcuno?), forse son stati educati diversamente, forse hanno un passato più importante del mio, forse semplicemente

ho fatto una piccola pausa nello scrivere e ho riletto tutto quello sopra, e mi son accorto di stare scrivendo un sacco di bagianate sconfusionate gh quindi basta.

Ieri si è deciso un motto con la petite: PTVL. Non posso parlarne qui perchè è una questione personale, posso solo dire che è un messaggio di speranza e di incoraggiamento per questo anno che sarà sicuramente impegnativo. Quindi via! Rimboccarsi le maniche e smettere di piagnucolare. Anche perchè tutti i presupposti ci son, quindi, cosa sto aspettando?

gh che brutto post

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Bonjour Torcy

Gennaio 5, 2009 at 1:47 pm (bello!, pensieri) (, , , , )

Qualche commentino a caldo del ritorno in terra francofona.

Son stati appena 10 giorni di Romagna ma son venute a galla un sacco di cose. Ho rivisto molti amici, chi più chi meno casualmente, ho reicontrato il parentado, il micio, ho brindato il capodanno casalingamente perchè la petite era malatina, ho fatto tanti progetti, ho pattinato, ho constatato. Il ritorno sia qui che lì è stato un po’ complicato, ho passato qualche notte guardando il vuoto del soffitto bianco della mia camera ed ascoltando il silenzio della mia città natale. Quest’ultimo particolare è stato quello che più mi ha fatto pensare. Non so a cosa di preciso perchè in quel momento non pensavo, guardavo solo il vuoto ed ascoltavo il silenzio. Non so cosa stessi cercando, probabilmente nulla, solamente mi lasciava allibito e forse un po’ sgomento. Ma non con amarezza o negatività, solamente con stupore. Nella lista di cosine da fare al ritorno (il mio soggiorno quì consterà solamente 2 settimane) come ad esempio cercare un alloggio fuori casa, scrivere (!?), dare lezioni, cambiare aria e cercare qualcosa da fare in mezzo a tutte queste cose (ho scritto università? no???). Penso che questa esperienza Torcycien mi ha permesso sopprattutto di accumulare energie e voglie e il ritorno mi permetterà di esprimerne il più possibile. Certamente una esperienza positiva, in assoluto positiva. Certo i momenti di panico non sono mancati, ma penso siano stati proprio questi a fare del bene. La terra natìa mi manca relativamente, nel senso che son stato bene là, ma il desiderio di fuga c’è sempre. La domanda scontata ora dovrebbe essere perchè allora non Torcy? Perchè non la vedo come il posto a me congeniale. Forse è solo troppo lontano dal mio affetto, però penso ci sia anche dell’altro. Che forse in questa sede non riesco ad esprimere. Esiste un certo paradosso tra Forlì e Torcy, per quanto possa sembrare strano, mi sento più libero a Forlì. Penso perchè alla mia età non posso restare in un posto che effettivamente non da nulla come opportunità di divertimenti (Parigi è lontana.) son comunque abituato alla libertà che l’automobile mi dona. Pur non usandola tanto, quando voglio posso farlo.

Ho reincontrato di recente il mito della metà di Platone raccontato da Aristofane. E devo ammettere, nel momento giusto. E’ un mito splendido secondo me, che spiega perfettamente la sensazione che si prova in queste situazioni. Posso vantarmi di averle sperimentate quest’anno. E’ una sensazione di calore, ma non la classica dove ci si nasconde, o forse solo in parte, è un calore che deriva dalla completezza. Ed è proprio questo il punto di forza di Platone, la completezza degli opposti. Piacevolmente riproposti dalle filosofie orientali attraverso lo ying e yang, è un concetto che ricorre spesso in filosofia, per non parlare del buddismo che ne ha fatto bandiera, e penso sia quel particolare che dona il sale ad un rapporto. Se non si comincia e prosegue un percorso comune, il rapporto effettivo non esiste. Ed è per questo che spesso mi son trovato accanto (e mi son cercato) una persona diversa da me, dal mio standard abituale e solitamente anche più sveglia di me. Perchè questa differenza spesso porta allo scontro e questo scontro poi porta ad un cambiamento. Che è il sale questa volta, della vita di ognuno di noi. E quel legame stretto di compenetrazione amorosa di esistenze l’ho visto, di recente, e mi scalda sempre il cuore.

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Estetica

Dicembre 19, 2008 at 1:02 pm (bello!, pensieri) (, , , )

Alle soglie dei dieci anni e avendo superato abbondantemente una decade di apprezzamento e, lo ammetto, dipendenza, penso di poter oggi stilare un profilo estetico femminile a me congeniale… (penso sia la frase piu’ intricata del monocromo ever)

Sottintendento che non penso mi servirà per il futuro, posso anche aggiungere che spesso mi mi son discostato dal profilo che vado a breve a delineare ma che, grazie proprio a queste fluttuazioni, son riuscito a meglio definire questa silhouette. Essendo a sfondo matematico, posso pensare a questo risultato come l’intersezione delle caratteristiche di ogni singolo individuo. Caratteristiche pesate.

Partendo dalla corporatura in sè, questa ricorre solitamente particolarmente esile, alle volte minuta anche nella statura, oggettivamente il contrario della classica pin up o soubrette televisiva.

Le mani son sempre state un particolare importante. Devono essere curate certo, ma come il resto devono conservare un ricordo acqua e sapone di simplicità. Certo, rimanendo in tema di dita e comprendendo anche quelle dei piedi, se ne apprezza particolarmente la cura e la lunghezza.

Le forme, come già accennato, sono solitamente piu’ androgine che accentuate, fianchi dolci ma leggermente pronunciati, seno leggero ma ben proporzionato. Sul seno, si potrebbe aggiungere che la caratteristica di proporzione è oltremodo importante.

Pancia liscia e rosa, sedere un attimo sporgente e ben tondo.

Il viso è particolarmente complicato da descrivere. Si apprezza un viso più allungato, con un profilo un attimo forte sul lato del mento. Occhi grandi e dolci, labbra morbide ed invitanti (so che questo ultimo particolare significa poco-niente). Capelli lisci non troppo impegnativi, chiari possibilmente, ben curati e possibilmente a taglio personale, poco modaiolo. Collo sinuoso e profumato. Penso che il viso sia particolarmente importante, questo profilo un attimo forte ricorre spesso nelle mie frequentazioni e penso sia un punto di riferimento.

Mi fa strano un post di questo genere, abituato a questioni più… alte? Pero’ è carino ogni tanto concedersi un attimo di tregua… ghgh

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Erasmus

Dicembre 18, 2008 at 5:25 pm (bello!, pensieri, rosiko?) (, , , , , , , , , )

Qualcuno mi ha detto ieri, che ho  – finalmente – passato una giornata da erasmus. Gh, dopo 4 mesi non è così male… vi risparmierò i particolari perchè son ininfluenti e sono i primi che trovate quando cercate di immaginare una giornata da erasmus.

Ieri ci son state le prime partenze per le vacanze verso la terra natìa. Senza essere cattivo o spezzabolgia, la partenza di molti, cambierà poco le cose. Sopprattutto dopo che Nohemi mi ha raccontato delle storiacce a proposito di un gruppo che da tempo opera una sorta di isolazionismo nei confronti del resto del mondo. Sinceramente non capisco tutte queste storie, mi sembra oltremodo stupida tutta questa storia. Non si prende dalla Spagna fino alla Francia per poi non mischiarsi alle altre culture. Non tutti eh, però la maggior parte. La mia collega italiana ha spiegato tutto ciò con un ’sono piccoli’, ed in effetti è vero. In verità, mi interessa poco tutto questa storia, non vorrei neanche scriverla perchè mi sembra un rosiko ed un rosiko non è oppure un… uhm… una attestazione di superiorità. Assolutamente. Ognuno sceglie le proprie compagnie, anche se quì siam già al livello successivo, si opera per escludere le altre compagnie. Bho, mi pare un po’ stupido.

Rimanendo in tema di amici, ho ritrovato – grazie a fb – un amico del liceo che avevo perso di vista da un po’. Pare riusciremo a vederci per le vacanze di Natale, e la cosa mi fa piacere. Per intenderci, era l’amico citato in let the stones crack, let the earth quake : )

Stamattina mi son svegliato con le Cook negli occhi. Non so di preciso perchè, son un po’ stanco in questo periodo, però in generale ho voglia di prendere una strad  forse completamente diversa da quella attuale. Forse siam in due a pensarlo, e tutto ciò creerebbe un percorso veramente bello da percorrere insieme.

Altra cosina notevole. Ho spulciato il blog di un vecchio amico di #bolognina ed ho trovato uno spaccato di vita veramente Benniano che mi ha fatto sorridere. Anche in relazione a tutti i discorsi che si sono fatti nei post passati. Il continuo ed imperversante ritorno al piccolo o deevoluzione, che oramai imperversa in queste pagine. Ed è anche la motivazione della crisi di libertà di stamattina. In particolare questo. Da solo, si sa, tutte queste cose rimangono teoria, ergo ho bisogno di una mano. Magari due mani di petite :P

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Qualcosa é cambiato

Dicembre 11, 2008 at 3:36 pm (da fuori, pensieri) (, , , , , , , )

1 odio la tastiera francese. So di averlo già scritto, ma in questo momento più che mai.

2 c’é la possibilità che ritorni in patria appena dopo Natale per qualche giorno. La notizia mi ha un po’ disturbato. Non ho ancora capito se in senso positivo o in senso negativo. Faccio super fatica a studiare, ma forse niente di nuovo sotto il sole. Son in biblio e già mi sembra cosi’ lontana da me. Non so perché. Mi fa piacere tornare chez moi. Avere la libertà di girare, di vedere i miei amici. Sicuramente mi mancherà, ne son sicurissimo e lo sono sempre stato. Pero’ un attimo di relax mi serve. Per mettere a posto un po’ di idee, per parlare e prendere accordi per un possibile futuro.

Il 2008 é stato un anno particolarmente movimentanto, nel senso di movimento. Arrotondanto per motivi di calcolo, ho percorso:

1013+331+201+1041+(448*3)+1147+(540*2) = quasi 6000km che diventeranno 7000 una volta tornato a casa (+1147+399)

concedetemi un ’sticazzi. La maggior parte di questi assieme alla petite. Aggiungendo l’Islanda e qualche altro piccolo movimento, fanno 10000km in due anni. Quindi é proprio vero!

Ma va bene cosi’, forse mi son rifatto del tempo perduto, forse veramente ho ritrovato quello che avevo perso anni e post fa. Dovrei dare più attenzione a questo particolare, é passata un’era, 10 anni della mia vita son iniziati e finiti come periodo a sé stante. Che sia stata una prova? bof

Pero’ é impressionante questo particolare, qualcosa, magari semplicemente il fato, mi ha dedicato 10 anni per poi farmi tornare al punto di partenza. Particolare come il fatto che su questa tastiera non esiste la ‘e’ accentanta. Certo, non é tutto come prima, assolutamente, questi dieci anni son stati fonte di infiniti problemi e alla stessa maniera, di infinite possibilità di imparare. Che sia proprio questo lo scopo? Che sia stato un periodo di preparazione a qualcosa? A cosa? Semplicemente sto diventando vecchio? asdasdasdasdasdasd

Potrebbe essere semplicemente cosi’. Come semplicemente la tastiera non accenta le ‘i’. Il destino esiste, ma non come prescritto dall’alto, siamo noi che ce lo creiamo perché solo cosi’ possiamo crearcelo. Il libero arbitrio? Je ne sais pas, fino a questa estate non esisteva e penso anche ora. E’ solo questione di livelli, ad un certo livello esiste, ad uno superiore non esiste. Siamo in trappola? La matrice ci possiede. Il grafo forse ci possiede, il grafo nel nostro cervello ci possiede. Probabilmente si’. Quindi? Forse anche l’altro grafo entra in gioco in questo momento, e forse é proprio lui la chiave di tutto. Il famoso grafo fortemente connesso é il tutto. Perché io son fatto cosi’, come la tastiera senza accento sulle ‘i’, e son solo gli input esterni a permettermi di fare qualcosa che non é semplicemente la mia natura. Solamente che cio’ funziona solamente se io, lo voglio.

E’ forse questo che dovevo capire in questi 10 anni?

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E domani…

Dicembre 7, 2008 at 10:55 pm (bello!, pensieri) (, , , , , , , , , )

Giornata parecchio culturale oggidì. Ho visto questo:

e questa:

certo, non sono niente in confronto a questo:

però è stato fiQo lo stesso. Anche la compagnia è stata interessante, nuove persone (matematici! :o ) gradevoli e vecchie conoscenze. Certo, ero abituato a compagnie di tutt’altra storia, però bisogna avere pazienza. Un giorno ci si ritroverà a visitare la più strana delle esposizioni. Perchè a quanto pare l’arte moderna ci attiri particolarmente, già due musei sono stati esplorati, anche se devo ammettere che preferisco quello di Paris.

Ed infatti, ho promesso un piccolo commento al post su Marinetti, che però non so se apparirà su questa pagine. In due parole, noi italiani siamo sempre i più sbrokkati del pianeta, sempre con una rivoluzione in testa, passionali e spesso contro corrente. Così Marinetti con i suoi, ai primi del secolo, arrivava a Parigi e si faceva pubblicare in prima pagina su Le Figaro il suo Manifesto futurista, dove stravolgeva le regole dell’arte com’era allora conosciuta. Certo, i principi son un po’ estremi ed hanno dato adito a sviluppi di cui tutta l’Italia ha pagato le conseguenze. Ma io volevo celebrare la passione e il genio italiano. Perchè anche nella lontana terra di Islanda ho notato che, da questo punto di vista, saremo sempre più casinari più impulsivi e più rosikoni del resto del pianeta, ma questo disagio e questa passione ci ha sempre spinto a superare i limiti.

Come del resto, insegnava il ragioniere:

Questa sera, post multimediale…

Due parole su Disney? Divertente. Si torna veramente marmocchi, sopprattutto con la mela caramellata. Ottima. Si dalla prima volta in cui son stato a Disney, ho pensato che Parigi fosse la Disney dei grandi, ed oggi ne ho avuto conferma guardando la metro allontanarsi, era la stessa immagina che si ha quando una delle carrozze prima delle propria, parte per il giro nel fantastico mondo di Pinocchio, o di Peter Pan.

Ho avuto anche l’inaspettato piacere (non era inaspettato, lo ammetto) di trovarmi un piccolo Modigliani alla mostra di Picasso, di cui non ho abbiamo una diapositiva perchè non l’ho trovata sul web. Ci delizieremo quindi con un altro quadro:

è strano come quest’anno, dopo tanto tempo che cercavo ho trovato per la prima volta Modigliani o quel che ne resta, ho potuto vedere un suo dipinto (e la sua firma) dal vivo, ho trovato la mia vera Jeanne.

Dato che ho già specificato questo essere un post multimediale, non posso dare spazio, un piccolo spazio anche a questo dipinto

e, citando un vecchissimo fumetto di Lupo Alberto della mia infazia… ‘dal vivo i colori son più vivi’ gghghgh

Che dire… la Svizzera pare non essere così sicura come si pensava… ma oramai siamo diventati bravi. Sia diventati bravi a rialzarci da queste piccole cadute e guardare avanti. Il particolare più interessante secondo me, è che lo stiamo imparando e vivendo insieme. Mi piace questo divenire, questo crescere. Mi è sempre piaciuto, quando son riuscito a farlo, anche se forse una volta me ne compiacevo di più. Mi dispiace aver perso quel piacere che mi aveva regalato, tanti anni fa il grande Friedrich:

che, con il suo

in bilico verso il super uomo, ha riempito il mio cervellino di buoni propositi.

Quindi, continuamo con questi buoni propositi, perchè questa strada mi piace, mi piace pensare questo strano equilibrio e pensare a cosa potrà produrre un giorno : )

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