Bonjour Torcy
Qualche commentino a caldo del ritorno in terra francofona.
Son stati appena 10 giorni di Romagna ma son venute a galla un sacco di cose. Ho rivisto molti amici, chi più chi meno casualmente, ho reicontrato il parentado, il micio, ho brindato il capodanno casalingamente perchè la petite era malatina, ho fatto tanti progetti, ho pattinato, ho constatato. Il ritorno sia qui che lì è stato un po’ complicato, ho passato qualche notte guardando il vuoto del soffitto bianco della mia camera ed ascoltando il silenzio della mia città natale. Quest’ultimo particolare è stato quello che più mi ha fatto pensare. Non so a cosa di preciso perchè in quel momento non pensavo, guardavo solo il vuoto ed ascoltavo il silenzio. Non so cosa stessi cercando, probabilmente nulla, solamente mi lasciava allibito e forse un po’ sgomento. Ma non con amarezza o negatività, solamente con stupore. Nella lista di cosine da fare al ritorno (il mio soggiorno quì consterà solamente 2 settimane) come ad esempio cercare un alloggio fuori casa, scrivere (!?), dare lezioni, cambiare aria e cercare qualcosa da fare in mezzo a tutte queste cose (ho scritto università? no???). Penso che questa esperienza Torcycien mi ha permesso sopprattutto di accumulare energie e voglie e il ritorno mi permetterà di esprimerne il più possibile. Certamente una esperienza positiva, in assoluto positiva. Certo i momenti di panico non sono mancati, ma penso siano stati proprio questi a fare del bene. La terra natìa mi manca relativamente, nel senso che son stato bene là, ma il desiderio di fuga c’è sempre. La domanda scontata ora dovrebbe essere perchè allora non Torcy? Perchè non la vedo come il posto a me congeniale. Forse è solo troppo lontano dal mio affetto, però penso ci sia anche dell’altro. Che forse in questa sede non riesco ad esprimere. Esiste un certo paradosso tra Forlì e Torcy, per quanto possa sembrare strano, mi sento più libero a Forlì. Penso perchè alla mia età non posso restare in un posto che effettivamente non da nulla come opportunità di divertimenti (Parigi è lontana.) son comunque abituato alla libertà che l’automobile mi dona. Pur non usandola tanto, quando voglio posso farlo.
Ho reincontrato di recente il mito della metà di Platone raccontato da Aristofane. E devo ammettere, nel momento giusto. E’ un mito splendido secondo me, che spiega perfettamente la sensazione che si prova in queste situazioni. Posso vantarmi di averle sperimentate quest’anno. E’ una sensazione di calore, ma non la classica dove ci si nasconde, o forse solo in parte, è un calore che deriva dalla completezza. Ed è proprio questo il punto di forza di Platone, la completezza degli opposti. Piacevolmente riproposti dalle filosofie orientali attraverso lo ying e yang, è un concetto che ricorre spesso in filosofia, per non parlare del buddismo che ne ha fatto bandiera, e penso sia quel particolare che dona il sale ad un rapporto. Se non si comincia e prosegue un percorso comune, il rapporto effettivo non esiste. Ed è per questo che spesso mi son trovato accanto (e mi son cercato) una persona diversa da me, dal mio standard abituale e solitamente anche più sveglia di me. Perchè questa differenza spesso porta allo scontro e questo scontro poi porta ad un cambiamento. Che è il sale questa volta, della vita di ognuno di noi. E quel legame stretto di compenetrazione amorosa di esistenze l’ho visto, di recente, e mi scalda sempre il cuore.
Help! aka Amici miei atto III
Oggi, simpatica giornata a letto causa 39 e rotti di febbre. L’unico risvolto positivo è stato lo sballo della febbre gh
Ieri, dopo una lunga nottata in cuccetta, son tornato all’ovile. Breve saluto a tutti gli amici e birretta in giro per la capitale di Romagna. Questa è solo una breve pausa prima della tirata finale di gennaio, poi si torna veramente a casa. Non so sinceramente, ho paura. Tra 3 settimane circa, tutto tornerà come prima, esattamente perchè è tutto rimasto come prima. E se prima vi ero abituato, ora non lo sono più. Non penso di riuscire a riabituarmi. Non penso proprio. Devo trovare una soluzione, perchè ho già visto che mi è particolarmente difficile vivere questa situazione. Ergo devo trovare una soluazione. Spero proprio perchè mi prende male ora, non voglio pensare a poi.
p.s.
mi mancavano le mie cuffie, la musica cambia veramente
Estetica
Alle soglie dei dieci anni e avendo superato abbondantemente una decade di apprezzamento e, lo ammetto, dipendenza, penso di poter oggi stilare un profilo estetico femminile a me congeniale… (penso sia la frase piu’ intricata del monocromo ever)
Sottintendento che non penso mi servirà per il futuro, posso anche aggiungere che spesso mi mi son discostato dal profilo che vado a breve a delineare ma che, grazie proprio a queste fluttuazioni, son riuscito a meglio definire questa silhouette. Essendo a sfondo matematico, posso pensare a questo risultato come l’intersezione delle caratteristiche di ogni singolo individuo. Caratteristiche pesate.
Partendo dalla corporatura in sè, questa ricorre solitamente particolarmente esile, alle volte minuta anche nella statura, oggettivamente il contrario della classica pin up o soubrette televisiva.
Le mani son sempre state un particolare importante. Devono essere curate certo, ma come il resto devono conservare un ricordo acqua e sapone di simplicità. Certo, rimanendo in tema di dita e comprendendo anche quelle dei piedi, se ne apprezza particolarmente la cura e la lunghezza.
Le forme, come già accennato, sono solitamente piu’ androgine che accentuate, fianchi dolci ma leggermente pronunciati, seno leggero ma ben proporzionato. Sul seno, si potrebbe aggiungere che la caratteristica di proporzione è oltremodo importante.
Pancia liscia e rosa, sedere un attimo sporgente e ben tondo.
Il viso è particolarmente complicato da descrivere. Si apprezza un viso più allungato, con un profilo un attimo forte sul lato del mento. Occhi grandi e dolci, labbra morbide ed invitanti (so che questo ultimo particolare significa poco-niente). Capelli lisci non troppo impegnativi, chiari possibilmente, ben curati e possibilmente a taglio personale, poco modaiolo. Collo sinuoso e profumato. Penso che il viso sia particolarmente importante, questo profilo un attimo forte ricorre spesso nelle mie frequentazioni e penso sia un punto di riferimento.
Mi fa strano un post di questo genere, abituato a questioni più… alte? Pero’ è carino ogni tanto concedersi un attimo di tregua… ghgh

Qualcosa é cambiato
1 odio la tastiera francese. So di averlo già scritto, ma in questo momento più che mai.
2 c’é la possibilità che ritorni in patria appena dopo Natale per qualche giorno. La notizia mi ha un po’ disturbato. Non ho ancora capito se in senso positivo o in senso negativo. Faccio super fatica a studiare, ma forse niente di nuovo sotto il sole. Son in biblio e già mi sembra cosi’ lontana da me. Non so perché. Mi fa piacere tornare chez moi. Avere la libertà di girare, di vedere i miei amici. Sicuramente mi mancherà, ne son sicurissimo e lo sono sempre stato. Pero’ un attimo di relax mi serve. Per mettere a posto un po’ di idee, per parlare e prendere accordi per un possibile futuro.
Il 2008 é stato un anno particolarmente movimentanto, nel senso di movimento. Arrotondanto per motivi di calcolo, ho percorso:
1013+331+201+1041+(448*3)+1147+(540*2) = quasi 6000km che diventeranno 7000 una volta tornato a casa (+1147+399)
concedetemi un ’sticazzi. La maggior parte di questi assieme alla petite. Aggiungendo l’Islanda e qualche altro piccolo movimento, fanno 10000km in due anni. Quindi é proprio vero!
Ma va bene cosi’, forse mi son rifatto del tempo perduto, forse veramente ho ritrovato quello che avevo perso anni e post fa. Dovrei dare più attenzione a questo particolare, é passata un’era, 10 anni della mia vita son iniziati e finiti come periodo a sé stante. Che sia stata una prova? bof
Pero’ é impressionante questo particolare, qualcosa, magari semplicemente il fato, mi ha dedicato 10 anni per poi farmi tornare al punto di partenza. Particolare come il fatto che su questa tastiera non esiste la ‘e’ accentanta. Certo, non é tutto come prima, assolutamente, questi dieci anni son stati fonte di infiniti problemi e alla stessa maniera, di infinite possibilità di imparare. Che sia proprio questo lo scopo? Che sia stato un periodo di preparazione a qualcosa? A cosa? Semplicemente sto diventando vecchio? asdasdasdasdasdasd
Potrebbe essere semplicemente cosi’. Come semplicemente la tastiera non accenta le ‘i’. Il destino esiste, ma non come prescritto dall’alto, siamo noi che ce lo creiamo perché solo cosi’ possiamo crearcelo. Il libero arbitrio? Je ne sais pas, fino a questa estate non esisteva e penso anche ora. E’ solo questione di livelli, ad un certo livello esiste, ad uno superiore non esiste. Siamo in trappola? La matrice ci possiede. Il grafo forse ci possiede, il grafo nel nostro cervello ci possiede. Probabilmente si’. Quindi? Forse anche l’altro grafo entra in gioco in questo momento, e forse é proprio lui la chiave di tutto. Il famoso grafo fortemente connesso é il tutto. Perché io son fatto cosi’, come la tastiera senza accento sulle ‘i’, e son solo gli input esterni a permettermi di fare qualcosa che non é semplicemente la mia natura. Solamente che cio’ funziona solamente se io, lo voglio.
E’ forse questo che dovevo capire in questi 10 anni?
Good times, spare time
Oggi ho avuto la prima buona nuova dall’inizio della mia carriera scolastica à MLV. Questo mi permetterà di avere un po’ di tempo libero e di rilassarmi un attimo. A breve si dovrà decidere e prenotare il furuto prossimo, spero riusciremo a fare tutto quello che vogliamo, anche se penso di si, un regalo é un regalo.
Intanto qui nevica… ed é anche un freddo baghino. Qui in biblio siamo tanti quindi si sente poco il freddo… ghgh
Son stanchino ma mo’ mi cimento nel progetto in inglese per M. Saliola. Andrei volentieri a rilassarmi a letto, ma non ne ho voglia ghghg
E domani…
Giornata parecchio culturale oggidì. Ho visto questo:
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e questa:

certo, non sono niente in confronto a questo:

però è stato fiQo lo stesso. Anche la compagnia è stata interessante, nuove persone (matematici!
) gradevoli e vecchie conoscenze. Certo, ero abituato a compagnie di tutt’altra storia, però bisogna avere pazienza. Un giorno ci si ritroverà a visitare la più strana delle esposizioni. Perchè a quanto pare l’arte moderna ci attiri particolarmente, già due musei sono stati esplorati, anche se devo ammettere che preferisco quello di Paris.
Ed infatti, ho promesso un piccolo commento al post su Marinetti, che però non so se apparirà su questa pagine. In due parole, noi italiani siamo sempre i più sbrokkati del pianeta, sempre con una rivoluzione in testa, passionali e spesso contro corrente. Così Marinetti con i suoi, ai primi del secolo, arrivava a Parigi e si faceva pubblicare in prima pagina su Le Figaro il suo Manifesto futurista, dove stravolgeva le regole dell’arte com’era allora conosciuta. Certo, i principi son un po’ estremi ed hanno dato adito a sviluppi di cui tutta l’Italia ha pagato le conseguenze. Ma io volevo celebrare la passione e il genio italiano. Perchè anche nella lontana terra di Islanda ho notato che, da questo punto di vista, saremo sempre più casinari più impulsivi e più rosikoni del resto del pianeta, ma questo disagio e questa passione ci ha sempre spinto a superare i limiti.
Come del resto, insegnava il ragioniere:
Questa sera, post multimediale…
Due parole su Disney? Divertente. Si torna veramente marmocchi, sopprattutto con la mela caramellata. Ottima. Si dalla prima volta in cui son stato a Disney, ho pensato che Parigi fosse la Disney dei grandi, ed oggi ne ho avuto conferma guardando la metro allontanarsi, era la stessa immagina che si ha quando una delle carrozze prima delle propria, parte per il giro nel fantastico mondo di Pinocchio, o di Peter Pan.
Ho avuto anche l’inaspettato piacere (non era inaspettato, lo ammetto) di trovarmi un piccolo Modigliani alla mostra di Picasso, di cui non ho abbiamo una diapositiva perchè non l’ho trovata sul web. Ci delizieremo quindi con un altro quadro:

è strano come quest’anno, dopo tanto tempo che cercavo ho trovato per la prima volta Modigliani o quel che ne resta, ho potuto vedere un suo dipinto (e la sua firma) dal vivo, ho trovato la mia vera Jeanne.
Dato che ho già specificato questo essere un post multimediale, non posso dare spazio, un piccolo spazio anche a questo dipinto
e, citando un vecchissimo fumetto di Lupo Alberto della mia infazia… ‘dal vivo i colori son più vivi’ gghghgh
Che dire… la Svizzera pare non essere così sicura come si pensava… ma oramai siamo diventati bravi. Sia diventati bravi a rialzarci da queste piccole cadute e guardare avanti. Il particolare più interessante secondo me, è che lo stiamo imparando e vivendo insieme. Mi piace questo divenire, questo crescere. Mi è sempre piaciuto, quando son riuscito a farlo, anche se forse una volta me ne compiacevo di più. Mi dispiace aver perso quel piacere che mi aveva regalato, tanti anni fa il grande Friedrich:
che, con il suo
in bilico verso il super uomo, ha riempito il mio cervellino di buoni propositi.
Quindi, continuamo con questi buoni propositi, perchè questa strada mi piace, mi piace pensare questo strano equilibrio e pensare a cosa potrà produrre un giorno : )
Io NON l’avevo detto…
[OT] non ho mai capito perchè il treno va in Puglia… bha.
[/OT]
non so perchè, ma quel periodo storico (50’s-60’s???) mi affascina. Forse, dai racconti dei miei nonni qualcosa traspare. Finita la guerra, l’automobile, la televisione, le vacanze al mare, il progesso, i capelli come quelli di Mina, mi immagino la città ancora come un villaggio, come qualcosa di vivibile, di piacevolemente protettivo.
Mi ricorderò sempre il mio nonno una volta, raccontandomi la storia di una banconota da mille lire appesa al muro:
“quella è falsa, me l’hanno data per pagare l’entrata ad una festa una sera (il mio nonno organizzava feste?), perchè sai, dopo la guerra, ogni scusa era buona per fare festa…”
caruccio :°)
Mot != nom
Ho finalmente consegnato il maledetto progetto. Non funzionava benissimo, aveva problemi, però forse non è andata così male.
Alle volte la stanchezza prende il sopravvento, il vento sembra essere sempre e sempre contro, e viene voglia di lasciare tutto. Perchè si pensa di aver preso la strada sbagliata, scatta subitissimo l’insicurezza e tutto il resto…
Non so, vorrei poter dire che volere è potere, ma non so se sia sempre così. Detesto la gente che non si applica, perchè queste persone per fare quello che io mi devo sudare per giorni, impiegano una giornata. E’ così, non rosiko, siam tutti diversi e quindi ognuno deve impegnarsi al meglio per ciò che può fare.
Son stanco.
I delfini, vanno a ballare all’orizzonte..
