Circa
Io non augurerei a un cane o a un serpente, alla più bassa e disgraziata creatura della Terra — io non augurerei a nessuna di queste ciò che io ho dovuto soffrire per cose di cui io non sono colpevole. Ma la mia convinzione è che ho sofferto per cose di cui io sono colpevole. Io sto soffrendo perché io sono un radicale, e davvero io sono un radicale; io ho sofferto perché ero un Italiano, e davvero io sono un Italiano [...] (dal discorso di Vanzetti del 19 aprile 1927, a Dedham, Massachusetts)
Ed è proprio in questo senso che oggi molti anarchici sostengono che i loro compagni ingiustamente incarcerati o uccisi non sono affatto innocenti; sono invece perseguitati perché sono ciò che sono, e dal punto di vista del potere, sostengono, non vi è alcun errore di giudizio.
Ho trovato questo articolo semi-non pubblicato in giro per il monocromo, mi ricordo la sera in cui l’ho scritto e quello che pensavo e provavo, quindi mi sembra carino dargli luce. Mi son dimenticato la data che era memorizzata, youtube (robe da informatico) mi dice un anno fa, la prendo per buona anche se io avrei detto Febbraio 2008.