Mail#2 to Manson’s Family aka Quanto son friQQettone?
[...] Per l’università non sono ancora completamente stabile e la cosa mi da parecchio fastidio, però ho deciso di prendere tutta la faccenda in maniera molto tranquilla e di dormire la notte. Perchè tutti raccontano di una esperienza fantastica, divertentissima e che rimarrà per sempre, perchè devo essere sempre io l’unico che non si gode le cose? Penso che (e mi succede sempre) le permanenze all’estero siano una arma a doppio taglio, perchè hanno tra gli effetti collaterali la capacità di far pensare quelllo che si sta vivendo in parallelo alle abitudini in madre patrie. E allora mi vengono in mente un sacco di posti a forlì che con l’arrivo dell’autunno si tingono di giallo. Cose che ho sotto gli occhi tutti gli anni negli ultimi 26 ma che spesso passano in secondo piano. Ed è brutto, penso. Mi ricordo alle elementari una uscita ai giardini della resistenza per ‘osservare e descrivere’. A quei tempi ci si accorge ancora delle foglie che cadono e cose del genere. Ora non più. Una volta, ad esempio, l’autunno era la stagione delle foglie eccecc, mo’ significa la fine dell’estate, il ricominciare a studiare o smettere di lavorare (per me), il freddo, i pub la sera ecc. Penso che non sia giusto tutto ciò. Penso che non debba passare 3 settimane a 2000 km da casa per vedere e capire queste cose. E allora? Più attenzione per i particolari? Biensur. Ma allora non solo ai particolari ambientali o climatici ma a tutti gli altri. Però, come si fa? Come si fa a ritagliarsi del tempo per tutte queste cose? Son io che non so fare? O forse è l’ambiente nel quale son (siamo) inserito che non me lo permette? Son cresciuto in una situazione come questa e attualmente (persino quì in Francia) mi sembra fuori di testa avere del tempo libero. Perchè ogni piccola parte di tempo libero è una perdita di tempo. Perchè in quell’attimo si sarebbe potuto produrre (nel senso più vario del termine e anche in rifermento a ‘Produci, consuma, crepa’ dei cari CCCP) qualcosa, perchè c’è qualcosa a cui bisogna arrivare, c’è sempre qualcosa lì ad attendere e bisogna arrivarci. Bisogna sempre correre per arrivare. Perchè se studio adesso poi finisco prima. Se finisco prima trovo lavoro prima. Che delirio (il mio)! Anche perchè son cose che forse mi invento io personalmente. Quando forse dovrei darmi un attimo più di valore. Perchè mi son accorto questo settembre, senza poter dare esami, che la mia giornata era normalmente scandita dallo studio e dal lavoro. Mi son accorto, di non avere niente di mio da fare… Però penso che possa esistere una dimensione più umana. O forse no. Forse son solamente io che da utopista quale mi reputo, spero in qualcosa a cui non si può tornare. Gh. Non so perchè son arrivato fino a questo punto, pensavo di fermarmi molto prima. Gli spostamenti mi fanno questo effetto, mi danno modo di uscire dal sistema e pensare (relativamente ad ‘uscire dal sistema’ ci sarebbero da scrivere km di mail). Spero cmq di non avervi annoiato. Però, come si fa a non vivere così? Come si fa? Ho conosciuto dei professori quì, eminenti cervelloidi che hanno dedicato la propria vita allo studio e hanno eccelso nel loro campo. E so che anche a me piacerebbe, anche più nel piccolo, potermi realizzare personalmente. E per farlo bisogna correre correre correre. E allora? Forse tutta questa mail lascia il tempo che trova.[...]