Ghgh
Dopo lo strano incontro con un napoletano in stazione che mi dice che sta cercando un posto dove lo hanno raccomandato, e dopo aver giustificato il tutto dicendo che altrimenti ‘la donna non è contenta, devo lavorare altrimenti niente fiu fiu’, non posso che rispondere ‘bè, lo diceva pure Celentano’ e lui mi sorride ‘essì, Celentano è un grande’.
E dopo questo specchietto di vita quotidiana che bramo alle volte, posto un piccolo brano che ho trovato in rete che ho apprezzato particolarmente.
Che bello fare l’amore con te. Apprezzo un sacco i momenti passione, ma più di tutto i momenti di lentezza, quelli che creano piano piano il nostro amore. Quelli che ho vissuto solo con te nella mia vita. Niente fretta, niente pura animalità ma un lento crescere di intimità e passione. Ed io li cerco quei momenti, li bramo, solo con te. Perchè tu meriti di avere vivere un amore del genere, un amore che tocchi ogni tuo piccolo quadrato di epidermide e lo faccia sentire come unico. E proprio attraverso quel piccolo quadratino di nervi e passione che mi piace sentire la nostra sinfonia crescere. A piccoli veloci colpi di lingua o a grandi e lunghe carezze ti stringo sempre di più, sperando di riuscire finalmente ad fondere i nostri corpi e le nostre anime. Perchè, spesso son le nostre anime a fare l’amore, non i nostri corpi. Tanto che spesso i nostri corpi si dimenticano di stare facendo sesso e continuano in questa danza a corteggiarsi e a lasciarsi corteggiare.
Caruccia :°) Nu?
Due parole
Per oggi son soddisfatto, sto prendendo piano piano il ritmo e avendo ancora tempo davanti a me, penso di potermela giocare. Sperando anche nella magnanimità del prof, che comunque sarebbe lecita.
Ancora una volta, ieri sera in particolare, ho sentito una sorta di malessere diffuso, più mentale che fisico, una sorta di disagio di sorta. Ed oggi, parlando con la petite, ho scoperto che pure lei ha avuto queste sensazioni. Come al solito, questo rientra in una casistica che conferma le mie teorie. In particolare, l’empatia che ci contraddistingue e che penso si possa estendere a tutto il resto. Che si possa applicare questa empatica al grande grafo fortemente connesso? O, più correttamente, che il grafo fortemente connesso possa essere influenzato da questa sorta di telepatia che chiamo semplicemente empatia? E che quindi le interazioni tra li esseri umani (mi son stancato di scrivere uomini perchè è riduttivo) possano comprendere qualcosa di intangibile o forse tangibile solo sviluppando una certa sensibilità? Potrebbe essere così. Certo si sfocia nella metafisica e forse nella magia (asd) però, ad esempio, wiki riporta nella definizione:
Il termine “empatia” è stato equiparato a quello tedesco “einfühlung”. Coniato, quest’ultimo, dal filosofo Robert Vischer (1847-1933) e, solo più tardi, tradotto in inglese come “empathy”. Vischer ne ha anche definito per la prima volta il significato specifico di simpatia estetica. In pratica il sentimento, non altrimenti definibile, che si prova di fronte ad un’opera d’arte. Già suo padre Friedrich Theodor Vischer aveva usato il termine evocativo “einfühlen” per lo studio dell’architettura applicato secondo i principi dell’Idealismo.
Che forse allora questo flusso possa essere aggiunto ad un’opera d’arte o comunque a qualche oggetto del mondo sensibile? Mha, a parer mio sarebbe una bella teoria, anche se son convito che l’artista di valore riesca ad interpretare una esigenza che risiede già dentro di noi, quindi niente a che fare con flussi magici. Altri studi, sempre liberamente tratti da wiki (e mi dispiace un sacco dover attingere da questa fonte più povera, ma non ho possibilità di studiare queste cose, cribbio!) parlano di capacità naturali del cervello umano, espandibili dalla fisicità ai sentimenti, di emulare i comportamenti che vengono osservati:
Fondamentali, in questo contesto, sia gli studi pionieristici di Darwin sulle emozioni e sulla comunicazione mimica delle emozioni, sia gli studi recenti sui neuroni specchio scoperti da Giacomo Rizzolatti, che confermano che l’empatia non nasce da uno sforzo intellettuale, è bensì parte del corredo genetico della specie.
Quindi si ritorna sul piano fisico ancora una volta. Ed è sempre questo il concetto che ho della filosofia buddista, di ricondursi sempre a verità di tipo fisico-psicologico.
Conclusione? Mi piace la piega che sta prendendo il monocromo, mi paiono post un pochino più profondi del solito (prometto una spiegazione più accurata dell’ultimo post) e mi piace pensare di avere una musa.
Edith Stein: “Empath [...] is the experience of foreign consciousness in general”
E domani…
Giornata parecchio culturale oggidì. Ho visto questo:
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e questa:

certo, non sono niente in confronto a questo:

però è stato fiQo lo stesso. Anche la compagnia è stata interessante, nuove persone (matematici!
) gradevoli e vecchie conoscenze. Certo, ero abituato a compagnie di tutt’altra storia, però bisogna avere pazienza. Un giorno ci si ritroverà a visitare la più strana delle esposizioni. Perchè a quanto pare l’arte moderna ci attiri particolarmente, già due musei sono stati esplorati, anche se devo ammettere che preferisco quello di Paris.
Ed infatti, ho promesso un piccolo commento al post su Marinetti, che però non so se apparirà su questa pagine. In due parole, noi italiani siamo sempre i più sbrokkati del pianeta, sempre con una rivoluzione in testa, passionali e spesso contro corrente. Così Marinetti con i suoi, ai primi del secolo, arrivava a Parigi e si faceva pubblicare in prima pagina su Le Figaro il suo Manifesto futurista, dove stravolgeva le regole dell’arte com’era allora conosciuta. Certo, i principi son un po’ estremi ed hanno dato adito a sviluppi di cui tutta l’Italia ha pagato le conseguenze. Ma io volevo celebrare la passione e il genio italiano. Perchè anche nella lontana terra di Islanda ho notato che, da questo punto di vista, saremo sempre più casinari più impulsivi e più rosikoni del resto del pianeta, ma questo disagio e questa passione ci ha sempre spinto a superare i limiti.
Come del resto, insegnava il ragioniere:
Questa sera, post multimediale…
Due parole su Disney? Divertente. Si torna veramente marmocchi, sopprattutto con la mela caramellata. Ottima. Si dalla prima volta in cui son stato a Disney, ho pensato che Parigi fosse la Disney dei grandi, ed oggi ne ho avuto conferma guardando la metro allontanarsi, era la stessa immagina che si ha quando una delle carrozze prima delle propria, parte per il giro nel fantastico mondo di Pinocchio, o di Peter Pan.
Ho avuto anche l’inaspettato piacere (non era inaspettato, lo ammetto) di trovarmi un piccolo Modigliani alla mostra di Picasso, di cui non ho abbiamo una diapositiva perchè non l’ho trovata sul web. Ci delizieremo quindi con un altro quadro:

è strano come quest’anno, dopo tanto tempo che cercavo ho trovato per la prima volta Modigliani o quel che ne resta, ho potuto vedere un suo dipinto (e la sua firma) dal vivo, ho trovato la mia vera Jeanne.
Dato che ho già specificato questo essere un post multimediale, non posso dare spazio, un piccolo spazio anche a questo dipinto
e, citando un vecchissimo fumetto di Lupo Alberto della mia infazia… ‘dal vivo i colori son più vivi’ gghghgh
Che dire… la Svizzera pare non essere così sicura come si pensava… ma oramai siamo diventati bravi. Sia diventati bravi a rialzarci da queste piccole cadute e guardare avanti. Il particolare più interessante secondo me, è che lo stiamo imparando e vivendo insieme. Mi piace questo divenire, questo crescere. Mi è sempre piaciuto, quando son riuscito a farlo, anche se forse una volta me ne compiacevo di più. Mi dispiace aver perso quel piacere che mi aveva regalato, tanti anni fa il grande Friedrich:
che, con il suo
in bilico verso il super uomo, ha riempito il mio cervellino di buoni propositi.
Quindi, continuamo con questi buoni propositi, perchè questa strada mi piace, mi piace pensare questo strano equilibrio e pensare a cosa potrà produrre un giorno : )
E poi c’è Margherita, ch’è bella come il sole
Era da parecchio tempo che non trovavo una di quelle canzoni che faccio fatica a smettere di ascoltare. Penso sia l’impeto che prende il Giorgio nazionale verso la metà del brano. Per info, query me. Gh
E’ particolare la sensazione di come il tempo sfugga tra le dita quì. E’ sempre così, è sempre weekend. Penso fosse uno dei principali problemi del primo periodo, incertezza sul riuscire a fare tutto quello che si dovrebbe fare… ma ora tuttok eh.
E poi c’è Margherita ch’è bella come il sole, e lei non ha idea del bene che mi vuole…
Ieri sera super festa nella residenza. Dovrei scrivere righe e righe relativamente al fascino del melting pot che saggio in questi giorni, ma penso ormai di aver usato righe e righe di vari blog del passato, quindi non mi soffermerò oltre.
E’ da qualche settimana che, preso forse da manie di inferiorità, voglio scrivere un piccolo pezzo sulla normalità. Qualcosa del tipo ‘apologia dell’uomo normale’. Prima di tutto, un paio di delucidazioni del tipo: probabili manie di inferiorità ma vissute con tranquilla sicurezza poi citazione di Rezzacapa:
continuando ostentatamente l’università, mi son ritrovato sempre di più davanti a personaggi semi-mitologici. Super prof, super studenti che osservo sempre con particolare riverenza. Se penso di aver per tanto tempo (e forse anche ora) pensato di voler diventare qualcuno, tutte le volte che mi trovo davanti a questi personaggi mi sento piccolo piccolo. Certo non vuole dire nulla, è stupido pensare a queste cose, ognuno deve fare la sua storia e son convinto che senza i livelli ‘inferiori’, quelli ’superiori’ non avrebbero avuto successo. Per quattro motivi e quattro esempi. Primo: il lavoro di manovalanza viene fatto solamente dalle persone normali ma senza di questi, i grandi forse non avrebbero avuto il tempo per sviluppare le loro grandi opere. Secondo: le muse notoriamente sono persone normali che però, senza di loro, i grandi artisti avrebbero faticato a trovare scuse per esprimere la propria poesia. Terzo: il punto di vista che spesso offrono le persone normali, aiuta i cervelli a prendere un attimo le distanze dal proprio lavoro e trovare spesso una contraddizione o una conferma. Ultimo: ogni persona su questa terra fa una qualche cosa che è vitale (vitale) per tutto il resto. Perchè la terra è un sistema estremamente connesso che non permette di eliminare un nodo. Fate finta che io abbia aggiunto le virgolette intorno ad ogni volta che ho scritto ‘normale’ e al contrario ‘cervelli’ e similia.
Un’altra idea che mi è sorta già da qualche anno, trova conferma spesse volte ancora ora: con un minimo di sensibilità, i rapporti veramente forti creano una vera sinergia. Non figurata o poetica ma reale. La telepatia esiste e il legame che si crea con certe persone supera le barriere dello spazio e della razionalità e trasmette a distanza sensazioni. E’ bellissimo per me e penso si possa anche stimolare e sviluppare, ma questo discorso poi rientra nella metafisica buddista in cui non mi voglio addentrare in questa sede. Però è reale e splendida.
Devo fare tante cose oggi, sopprattuto pulire, gh
Cercate bene il testo.