Mot != nom
Ho finalmente consegnato il maledetto progetto. Non funzionava benissimo, aveva problemi, però forse non è andata così male.
Alle volte la stanchezza prende il sopravvento, il vento sembra essere sempre e sempre contro, e viene voglia di lasciare tutto. Perchè si pensa di aver preso la strada sbagliata, scatta subitissimo l’insicurezza e tutto il resto…
Non so, vorrei poter dire che volere è potere, ma non so se sia sempre così. Detesto la gente che non si applica, perchè queste persone per fare quello che io mi devo sudare per giorni, impiegano una giornata. E’ così, non rosiko, siam tutti diversi e quindi ognuno deve impegnarsi al meglio per ciò che può fare.
Son stanco.
I delfini, vanno a ballare all’orizzonte..
Aspettando la petite
Buondì,
son quì, nella biblioteca dell’università (sinceramente un po’ rumorosa per i miei gusti) a lavorare sul famoso elaborato di cui le avevo parlato nella mail precedente. Le rubo 5 minuti per un dubbio filosofico.
In breve, attraverso vari tools creati dal laboratorio di ricerca di Marne la Vallée (http://www-igm.univ-mlv.fr/~unitex/) e da altre università (http://www.ims.uni-stuttgart.de/projekte/corplex/TreeTagger/DecisionTreeTagger.html) estraggo da file in input (un anno di articoli di Le Monde) tutte le parole ’semplici’ e le forme composte. Di queste, partendo da una basedi parole aventi una categoria semantica (fornita dal professore), devo individuare la categoria semantica in base alla ’similarità’ (notare che non ho scritto ’similarità semantica’) con quelle già conosciute. Il calcolo è semplice, in base alla frequenza che queste anno con la base di conoscenza, le categorizzo.
Ora… ho discusso tante volte insieme a Rudy sulla possibilità di usare il termine ’semantica’ in informatica e la soluzione finale è stata che essenzialmente è impossibile. Ma ho riflettuto anche da solo, grazie al corso di informatica teorica, ed effettivamente ’semantica’ è un termine improprio. Perchè? Perchè ogni algoritmo, che sia informatica o matematica, consiste in una serie di passi possibili perchè basati sulle regole grammaticali (mi pare si chiamino anche ‘regole’ di un sistema formale). Si tratta però sempre di calcoli su rappresentazioni della realtà, quindi abbiamo da una parte i simboli e dall’altra gli oggetti reali, quindi un qualcosa che cerca qualcosa di sematico sara f:
f: simbolo -> oggetto reale
giusto?
Solo che la funzione, dato che stiamo lavorando informaticamente, sarà qualcosa che si basa sui simboli, che sarà relegato al mondo dei simboli, quindi non potrà uscire da questo mondo. Ergo, la funzione f non può esistere.
Tutto ciò per dire che son rimasto deluso quando a lezione ho capito come avveniva il processo di ricerca semantica, perchè è essenzialmente statistica. Però penso che non ci sia modo di uscirne.
La semantica può essere forse simulata o forse neanche simulata perchè forse il mondo delle immagini è un sottoinsieme del mondo reale (una immagine è comunque reale).
Forse cambiando la base di f? Quindi una base non solamente sintattica, quindi niente macchina di Turing per noi?
Mi scusi la pezza ma mi aveva detto ‘fammi sapere’… : )
Grazie e a presto
Gabriele