Post malinconico

Gennaio 21, 2009 at 12:34 pm (da fuori, pensieri) (, , , )

Sull’aria di Somewhere over the rainbow di Israel Kamakawiwo Ole’.

Oggi ultimo esame scritto a Marne la Vallée. Male, estremamente male, penso di non contarci per nulla. Però mi sento un attimo più leggero, e più pensieroso. Perchè la fine è sempre così, quando si arriva alla conclusione di un certo periodo o si guarda indietro e vengo alla memoria tanti ricordi. Son in biblio, esattamente nel tavolo dove mi son seduto la prima volta 4 mesi fa. Ero partito carico ancora con l’abitudine studiaiola italiana e leggevo un libro sui compilatori gh la ragazza davanti a me, ignara del mio francese ancora giovincello, mi ha chiesto Je vais à fumer, est-ce vous restez la pour me regarder l’ordinateur? Ed io ho risposto La ou? Naturalmente ho capito dopo giorni cosa mi avesse chiesto, e alla stessa maniera ho capito quanto fosse intricato il francese parlato. Poi c’è stata la snervante ricerca degli esami, con mail verso l’italia e disperazioni di vario genere, le corse burocratiche e gli insulti da parte di quella ignorante della segretaria. Poi piano piano i corsi, quelli che son riuscito a trovare. Mi ricordo perfettamente la prima lezione di Traitement de langue, mi ricordo sopprattutto perchè pensavo a quando avrei ripensato a quel momento ghgh ad ora. Mi ricordo la soddisfazione appena uscito per aver capito tutto quello che il prof aveva detto, ai tempi, era un gran passo avanti. E quindi, lezioni su lezioni, il francese che migliora, le amicizie che si fanno più strette. Fino alla rottura. Mi ricordo una sera in cui dovevo decidere quando partire per Ginevra, che ho saggiato la rottura. Mi ricordo lo stress accumulato in giorni e giorni di studio con pochi risultati visibili che ad un certo punto è svanito nel nulla. E’ stata una grande soddisfazione, mi son sentito libero. E’ un po’ come il nirvana penso, ed è graduale, non improvviso da zero a mille. E più volte ho sentito questa sensazione attraversarmi i neuroni durante questi mesi. Penso sia stata questa la grande vittoria. E, naturalmente, l’aiuto della petite è stato provvidenziale e necessario. Per questo je l’adore. E poi, il progetto, il progetto infinito per il quale ho scritto codice persino sulla RER! E a Parigi, a casa di Abdool, che ha passato il tempo a guardarmi scrivere codice mentre cercare foto del nuovo Mac. Che persona fashion, sopprannominato successivamente Dolce & Gabbana per alcune foto compromettenti su fb. E dopo la splendida gitarella a Geneve anche la petite mi ha fatto visita nella 2° capitale del mondo. Perchè nel tempo ho maturato la convinzione che (approssimando) siano esistite 3 capitali del mondo, del mondo occidentale naturalmente: Roma, Parigi e New York. E via! Per le strade della ville des lumieres, al Centre Pompidou, alla Cité des sciences, a DysneyLand Paris dove siamo tornati i pischelli che in fondo siamo ancora. E devo confermare le voci per cui Parigi sia una città romantica. Noi almeno, abbiamo risentito di questo romanticismo. Poi la festa di Natale e compleanno di György quando si incominciava già a sentire l’odore di questa fine. Grande festa comunque, la più riuscita secondo me. E poi Natale ed il ritorno all’ovile per una decina di giorni. Particolare, più impegnativo forse il ritorno che l’arrivo in Francia. Ma di questo si è già parlato. Il capodanno malato, ghiaccioso e koalosissimo [cit.] ed il ritorno, a quanto pare scolasticamente inutile a Torcy e gli amici nuovi che, come per quelli vecchi, mi mancheranno. Quindi, giunto alla fin della tenzone, incerto sull’arcione cerco di risalir. Il titolo è ezzeccatissimo, questo è un post malinconico, di quelli che ho sempre adorato. Da una parte i sorrisi che escono ricordando il passato, dall’altro l’amarezza perchè tutto sta finendo, da un lato la voglia di continuare questa esperienza (seppur in maniera diversa) e dall’altro la voglia di un po’ di relax italiano. Quindi? Basta quindi, non si conclude niente, si continua. PTVL!

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Sinusoidale

Gennaio 19, 2009 at 12:03 pm (pensieri) (, , )

f: x -> sin(x)
perché la mia vita é sempre cosi’? due cose solamente mi rincuorano:
1) che la vera funzione in realtà sia f(x) = sin(x)+x/n con n non troppo grande
2) che sia in due ad essere messi cosi

pero’, uff

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n^2+3n+1/n+2 ~ n

Gennaio 7, 2009 at 1:18 pm (pensieri) (, , , , )

Si ricomincia, lentamente, a studiare. Ed a saltare (forse) i corsi. Sinceramente non ne ho per i corsi.

Mi son accorto tornando, di aver perso la dinamicità che avevo guadagnato. Che poi non è neanche vero, solamente mi ero dimenticato di come funzionassero le cose qui. Tutto qui diventa più insistente e in mezzo a tutto ci si mette anche la mia lunaticità. Momenti di totale relax ed altri più pensierosi. Forse, come la petite mi ha detto qualche tempo fa, dovrei trovare una dimensione più personale. Pensare più a me stesso, ed impegnarmi per i miei obbiettivi. Una volta ero bravissimo, più che altro, lo divento quando tutto procede per il verso. Facile così eh! Non è neanche sfatica, non son così sfaticato o fancazzista, solo in certi momenti mi prende un po’ di sconforto. E’ quello, è lo sconforto. Mi manca forse energia, energia personale. Ho superato tanti ostacoletti cerebrali qui e ne vado fiero, se ripenso ad un anno fa, le cose son cambiate considerevolmente. Senza poi andare indietro di 2-3 anni. Lì proprio ero un’altra persona. Ed un poco invidio quelli che non hanno mai di questi pensieri (esiste veramente qualcuno?), forse son stati educati diversamente, forse hanno un passato più importante del mio, forse semplicemente

ho fatto una piccola pausa nello scrivere e ho riletto tutto quello sopra, e mi son accorto di stare scrivendo un sacco di bagianate sconfusionate gh quindi basta.

Ieri si è deciso un motto con la petite: PTVL. Non posso parlarne qui perchè è una questione personale, posso solo dire che è un messaggio di speranza e di incoraggiamento per questo anno che sarà sicuramente impegnativo. Quindi via! Rimboccarsi le maniche e smettere di piagnucolare. Anche perchè tutti i presupposti ci son, quindi, cosa sto aspettando?

gh che brutto post

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Good times, spare time

Dicembre 9, 2008 at 2:55 pm (bello!) (, , , , , , )

Oggi ho avuto la prima buona nuova dall’inizio della mia carriera scolastica à MLV. Questo mi permetterà di avere un po’ di tempo libero e di rilassarmi un attimo. A breve si dovrà decidere e prenotare il furuto prossimo, spero riusciremo a fare tutto quello che vogliamo, anche se penso di si, un regalo é un regalo.

Intanto qui nevica… ed é anche un freddo baghino. Qui in biblio siamo tanti quindi si sente poco il freddo… ghgh

Son stanchino ma mo’ mi cimento nel progetto in inglese per M. Saliola. Andrei volentieri a rilassarmi a letto, ma non ne ho voglia ghghg

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Mot != nom

Dicembre 5, 2008 at 3:44 pm (rosiko?) (, , , )

Ho finalmente consegnato il maledetto progetto. Non funzionava benissimo, aveva problemi, però forse non è andata così male.

Alle volte la stanchezza prende il sopravvento, il vento sembra essere sempre e sempre contro, e viene voglia di lasciare tutto. Perchè si pensa di aver preso la strada sbagliata, scatta subitissimo l’insicurezza e tutto il resto…

Non so, vorrei poter dire che volere è potere, ma non so se sia sempre così. Detesto la gente che non si applica, perchè queste persone per fare quello che io mi devo sudare per giorni, impiegano una giornata. E’ così, non rosiko, siam tutti diversi e quindi ognuno deve impegnarsi al meglio per ciò che può fare.

Son stanco.

I delfini, vanno a ballare all’orizzonte..

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Come volevasi dimostrare…

Ottobre 20, 2008 at 1:37 pm (da fuori) (, )

Non son mai stato fortunato di mio. Mi piace pensare di essermi guadagnato parecchie cosine nella mia vita (non sto parlando di soldi) e di aver spesso lottato contro il destino avverso. Tanto più all’uni. Mi son sempre ostinato a insistere con l’uni pur non essendole troppo simpatico. Anzi aggiungerei per nulla. Oggi ho avuto l’ennesima conferma. Non è un problema mio, lo giuro, anche quì, quando studio, riesco bene in quello che faccio, metto tutta la mia energia. Oggi ho scoperto che un altro esame è stato soppresso e quindi nn posso frequentare. Il problema si pone nel fatto che si allunga così la lista di quelli che mi rimangono in italia. E questo è un problema perchè incomincio ad avere una certa età (gh) ed essere un poco stanco di correre dietro a professori e modelli matematici. Mi piace tutto ciò, mi piace studiare, sul serio. Però non così, ho bisogno di un piccolo aiutino ogni tanto.

Dato che lo considero una persona saggia, ascolterò il suo consiglio e lotterò fino alla fine per quello che voglio… chissà cosa voglio… ;) io lo so.

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Mail#2 to Manson’s Family aka Quanto son friQQettone?

Ottobre 8, 2008 at 10:45 am (pensieri) (, , , , )

[...] Per l’università non sono ancora completamente stabile e la cosa mi da parecchio fastidio, però ho deciso di prendere tutta la faccenda in maniera molto tranquilla e di dormire la notte. Perchè tutti raccontano di una esperienza fantastica, divertentissima e che rimarrà per sempre, perchè devo essere sempre io l’unico che non si gode le cose? Penso che (e mi succede sempre) le permanenze all’estero siano una arma a doppio taglio, perchè hanno tra gli effetti collaterali la capacità di far pensare quelllo che si sta vivendo in parallelo alle abitudini in madre patrie. E allora mi vengono in mente un sacco di posti a forlì che con l’arrivo dell’autunno si tingono di giallo. Cose che ho sotto gli occhi tutti gli anni negli ultimi 26 ma che spesso passano in secondo piano. Ed è brutto, penso. Mi ricordo alle elementari una uscita ai giardini della resistenza per ‘osservare e descrivere’. A quei tempi ci si accorge ancora delle foglie che cadono e cose del genere. Ora non più. Una volta, ad esempio, l’autunno era la stagione delle foglie eccecc, mo’ significa la fine dell’estate, il ricominciare a studiare o smettere di lavorare (per me), il freddo, i pub la sera ecc. Penso che non sia giusto tutto ciò. Penso che non debba passare 3 settimane a 2000 km da casa per vedere e capire queste cose. E allora? Più attenzione per i particolari? Biensur. Ma allora non solo ai particolari ambientali o climatici ma a tutti gli altri. Però, come si fa? Come si fa a ritagliarsi del tempo per tutte queste cose? Son io che non so fare? O forse è l’ambiente nel quale son (siamo) inserito che non me lo permette? Son cresciuto in una situazione come questa e attualmente (persino quì in Francia) mi sembra fuori di testa avere del tempo libero. Perchè ogni piccola parte di tempo libero è una perdita di tempo. Perchè in quell’attimo si sarebbe potuto produrre (nel senso più vario del termine e anche in rifermento a ‘Produci, consuma, crepa’ dei cari CCCP) qualcosa, perchè c’è qualcosa a cui bisogna arrivare, c’è sempre qualcosa lì ad attendere e bisogna arrivarci. Bisogna sempre correre per arrivare. Perchè se studio adesso poi finisco prima. Se finisco prima trovo lavoro prima. Che delirio (il mio)! Anche perchè son cose che forse mi invento io personalmente. Quando forse dovrei darmi un attimo più di valore. Perchè mi son accorto questo settembre, senza poter dare esami, che la mia giornata era normalmente scandita dallo studio e dal lavoro. Mi son accorto, di non avere niente di mio da fare… Però penso che possa esistere una dimensione più umana. O forse no. Forse son solamente io che da utopista quale mi reputo, spero in qualcosa a cui non si può tornare. Gh. Non so perchè son arrivato fino a questo punto, pensavo di fermarmi molto prima. Gli spostamenti mi fanno questo effetto, mi danno modo di uscire dal sistema e pensare (relativamente ad ‘uscire dal sistema’ ci sarebbero da scrivere km di mail). Spero cmq di non avervi annoiato. Però, come si fa a non vivere così? Come si fa? Ho conosciuto dei professori quì, eminenti cervelloidi che hanno dedicato la propria vita allo studio e hanno eccelso nel loro campo. E so che anche a me piacerebbe, anche più nel piccolo, potermi realizzare personalmente. E per farlo bisogna correre correre correre. E allora? Forse tutta questa mail lascia il tempo che trova.[...]

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